Sunday, February 26, 2006
break the night with colour
decisamente nelle ultime settimane la canzone in cima ai miei ascolti e' stata break the night with colour dal nuovo album di richard ashcroft. C'e' qualcosa di classico in quella canzone, con quel sapore bittersweet che mi fa apprezzare richard e lo fa sentire vicino, anche nelle sue foto c'e' qualcosa che mi ricollega ad anni e momenti un po' lontani ora . inoltre c'e' il fattore cronologico: e' interessante pensare che richard, ani di franco e ben harper, quindi tre degli artisti che stimo maggiormente hanno piu' o meno la mia eta'. Ritornando alla canzone, ha quell'equilibrio proprio della semplicita', alla fine sono due giri di 4 accordi (Dm, F, C, G e Am, Em, F, C ) e rende bene anche nella versione acustica su iTunes , piu' lenta, dove il flauto e la slide accarezzano la melodia come nella versione cd fa la chitarra twang e forse una slide elettrica o comunque un onda sinusoidale pura come un budino arancione. Nell'originale e anche nel video si sentono dei leggeri cracks come da puntina sul vinile, stesi sulla trama degli accordi sul clavicembalo. Non ancora soddisfatto, ho estratto l'audio dalla versione live contenuta nel DVD che accompagna il cd e quindi posso variare su almeno tre versioni. Ci sono passaggi nel testo che mi risuonano costantemente :
The corridors of discontent that i've been travelling On the lonely search for truth, the world's so frightening Nothing's going right today 'cause nothing ever does ... Time for me to break my cover Time for me to move ahead ... you think i'm giving it up , here i come again
ma nonostante le mie parole, la bellezza della canzone rimane lontana e solo parzialmente descrivibile, come dice Springsteen aprendo VH1 storytellers : talking about music is like talking about sex, can you describe it ? are you supposed to ?
posted by paolo at 3:09 PM | lnk |
Friday, February 03, 2006
interattivita' analogica
C'e' un analogia tra la musica e internet, almeno dal mio punto di vista, si tratta di due media che lasciano spazio personale all'interazione. Voglio dire : dopo aver ascoltato buona musica ti viene voglia di crearla, o per lo meno, ri-crearla. Cosi' come internet, ti imbatti un sito fatto bene e ne puoi trovare ispirazione per creare qualcosa, cosa che non accade che ne so' con la televisione o il cinema.
Ho avuto strumenti musicali in giro da quando ero piccolo, ma diciamola tutta, sara' il mio scarso talento musicale o il fatto di avere molti interessi diversi, non e' che abbia approfondito mai bene o sappia suonare decentemente qualcosa, specialmente ora.
La cosa che mi colpisce e' che grazie alla tecnologia ora su un pc normalissimo si riescono ad avere a disposizione strumenti virtuali e sonorita' che un tempo avrebbero richiesto solo l'originale. Certo la storia della sintesi elettronica del suono e' lunga ma e' anche interessante vedere che in molti casi va a ritroso : cercando di recuperare sonorita' analogiche proprie di strumenti di 30 o 40 anni fa. : un esempio l'organo B4 della Native Instruments che riproduce a mio parere in maniera notevole il suono mitico dell'Hammond B3. Non solo l'orecchio ma anche l'occhio e' soddisfatto, vedete i dettagli sul loro sito.
Si tratta comunque di strumenti a tastiera, quindi con un input "digitale", la mia ultima scoperta invece e' la possibilita' di riprodurre il suono di ampli a valvole e di pilotarli con una normale chitarra elettrica, et voila' con Simulanalog (oltretutto freeware) basta infilare il cavo della chitarra nel line in della scheda audio e trovarsi in uscita il suono di un Marhall JCM900 o un Fender Twin del 1969.

Certo, poi bisognerebbe saperla suonare, ma quello e' un altro discorso
posted by paolo at 2:41 PM | lnk |

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